I ministri dell’ambiente dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per ridurre le emissioni inquinanti di un quinto entro il 2020. Il calcolo delle quantità da tagliare è ricavato sulla base delle emissioni del 1990.
Alcuni stati si oppongono ai tagli. Ungheria e Polonia, per esempio, che fanno parte dell’Unione dal 2004. Ma gli obiettivi ipotizzati sono stati criticati anche dalla Finlandia. Allo stesso tempo, il ministro dell’ambiente tedesco, Sigmar Gabriel, ha detto che il suo paese è pronto a tagli ancora più radicali, fino al 40 per cento.
Quasi a metà strada, il gruppo composto da Gran Bretagna, Spagna e Slovenia ha proposto di puntare al 30 per cento, per dimostrare a Stati uniti e Cina la determinazione europea a mantenere gli impegni assunti col protocollo di Kyoto.