Borghi storici. Una strada per il turismo di qualità

Scritto il 28-02-07 nella categoria Conservazione

Un protocollo d’intesa sottoscritto da un ente parco ed un Comune al fine di preservare un paesaggio agrario. È la prima volta che in Italia si arriva alla firma di un documento del genere.

Avviene, non per caso, in un luogo simbolo del “nuovo” turismo, quello fatto di piccoli numeri, di qualità, di cultura, di storia e natura: a Santo Stefano di Sessanio.

La vicenda di questo borgo abruzzese è ormai nota anche – o forse soprattutto – fuori dai nostri confini e viene portata spesso ad esempio di come sia possibile recuperare un paesino destinato allo spopolamento e farne il volano di un nuovo sviluppo.

Uno sviluppo che non richiede la costruzione di grandi alberghi, ma il recupero di un patrimonio architettonico ricco di storia, dove alla bellezza delle costruzioni si aggiunge il fascino di tradizioni che arrivano dal passato, un ambiente naturale ancora sano e una cultura enogastronomica di qualità.

Sono ricchezze di cui l’Italia è piena e su cui bisogna puntare per evitare gli errori causati in passato da modelli di turismo sbagliati, come ha sottolineato il presidente di Federparchi Matteo Fusilli, intervenuto questa mattina alla conferenza stampa di presentazione del protocollo di intesa tra il Comune di Santo Stefano e il Parco Gran Sasso e Monti della Laga.

«L’idea di Daniele Kihlgren – l’imprenditore che ha “creato” il fenomeno Santo Stefano, investendo nel progetto di albergo diffuso – e l’accordo con l’ente parco sono un esempio vincente di soft-economy, basata sull’innovazione nella tradizione, sulla responsabilità ambientale e sociale e sul forte legame col territorio. Ricerca, identità, territori e qualità sono ingredienti essenziali nelle sfide che abbiamo davanti per rilanciare il nostro paese», ha commentato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, storico rappresentante di Legambiente e presidente di Symbola, Fondazione per le qualità italiane.

Era presente all’incontro, tra gli altri, anche Umberto Paolucci, presidente dell’Enit (Ente nazionale del turismo), a testimoniare che ormai anche “l’altro turismo” – quello non di massa, non stagionale, non chiassoso – ha assunto nel nostro paese, grazie ad una crescita che continua da ormai diversi anni, una posizione di tutto rispetto, che merita non solo l’attenzione degli operatori ma anche la giusta promozione, come lo stesso Paolucci ha assicurato.

È stato scritto un commento

    Il 15-05-07 alle 11:01 am
    1. mat ha scritto:

    La vicenda di questo borgo e’ ormai nota (ma non nella maniera giusta)come scrivete voi,infatti definirlo il ”volano” di un nuovo’’sviluppo” e’ alquanto ridicolo …..visto che siamo stati proiettati in una realta’ che non ci apparteneva…..e siamo stati invasi dalla ”MASSA” non dalla QUALITA’ come credete voi . Tutto cio’, e’ successo perche’ e’ stata fata una pubblicita’ esagerata ma sopratutto sbagliata e a volte poco veritiera…non trovo affatto giusto aver stravolto la vita a quei pochi abitanti che amavano la pace e la tranquillita’…..solo per creare un po’ di bisness …per i pochi ”eletti”

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