Alte temperature e scarse precipitazioni. I prossimi mesi potrebbero lasciare a secco l’Italia. Meno acqua per l’agricoltura, per le necessità domestiche e per le centrali idroelettriche.
Come ha denunciato Marco Lion, deputato dei Verdi, il Po in alcuni tratti è già quasi in secca. Ce n’è abbastanza per procedere con gli strumenti approvati dal Parlamento in caso di crisi. Limitare gli utilizzi dell’acqua per fini industriali, con priorità per i bisogni umani.
Lion cita, tra le cause della crisi, non solo il clima e l’inverno senza neve, ma anche i prelievi a scopo industriale. Il ministero dello Sviluppo economico ha attivato un gruppo di lavoro in vista della crisi. Priorità è il monitoraggio, a partire dal bacino del Po. Del tavolo fanno parte anche il ministero dell’ambiente, Terna, la Protezione Civile, l’autorità per l’energia elettrica e il gas e le regioni interessate.