L’agricoltura biologica è troppo giovane per pretendere una definizione consolidata. Ma alcuni punti fermi sono necessari per avviare la Conferenza internazionale su agricoltura biologica e sicurezza alimentare, in programma a Roma, presso la Fao, dal 3 al 5 maggio.
L’agricoltura biologica è quella che non prevede l’impiego di fertilizzanti e pesticidi di sintesi ed esclude il ricorso a organismi geneticamente manipolati. Ma non basta: l’agricoltura biologica è quella che riduce al massimo l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua e tutela il benessere degli habitat. Un’agricoltura che sfrutti intensivamente il suolo e le altre risorse naturali provocandone il degrado non può quindi dirsi biologica.
Il mercato richiede che i prodotti biologici siano riconoscibili e certificati e anche di questo si parlerà a Roma, in rapporto al mercato globale dei prodotti agricoli. Senza dimenticare aspetti importanti, come lo sviluppo dell’acquacoltura, lo sfruttamento delle risorse forestali e il prelievo di materie prime destinate all’industria farmaceutica e cosmetica.
L’altro grande capitolo della conferenza è quello riguardante la sicurezza alimentare. Che, secondo la definizione del World Food Summit del 1996, rappresenta la condizione in cui tutti gli individui hanno fisicamente, economicamente e socialmente accesso a risorse alimentari sufficienti, sane e nutrienti secondo i loro bisogni e le loro preferenze e nell’ottica di una esistenza sana e attiva.
La Conferenza, quindi, sceglie un accostamento non semplice: da un lato l’agricoltura amica dell’ambiente, dall’altro i bisogni alimentari dell’umanità, ben lontani dall’essere soddisfatti pienamente.