Due recenti studi americani hanno cercato di capire quali fossero gli effetti della carenza di vitamina B sul metabolismo, giungendo a conclusioni diverse: uno sostiene che può aumentare il rischio di Alzheimer, l’altro, invece, che le vitamine del gruppo B non possono essere considerate un’opzione terapeutica per ridurre il rischio di questa malattia.
La prima ricerca è stata condotta da alcuni scienziati dell’HNRC (Human Nutrition Research Center) della Trufts university che hanno dimostrato che la carenza di B12 può portare seri problemi cognitivi. Secondo i ricercatori una dieta carente di vitamine B, in particolare B12 e B6, causa disfunzione cognitiva, lacune nell’apprendimento e nella memoria e aumenta il rischio di contrarre malattie come l’Alzheimer, l’ictus e l’arteriosclerosi.
Un altro studio, invece, pubblicato sulla rivista dell’associazione medica scientifica americana, Jama, sembra contraddire quanto suggerito dai ricercatori della Trufts university. I ricercatori dell’università della California a San Diego hanno integrato dosi di vitamina B6, B12 e acido folico nella dieta dei pazienti con morbo di Alzheimer, per rallentare progressivamente la malattia. Ma nonostante si sia registrata una riduzione dell’omocisteina, un piccolo amminoacido prodotto dall’organismo e le cui dosi funzionano da “sentinella” per la diagnosi della malattia, non vi sono state differenze di rilievo nelle prestazioni cognitive, anzi sembra che nei soggetti coinvolti sia aumentato il rischio di depressione.
AG