Chi è Steven Chu, l’uomo che il prossimo presidente degli Stati Uniti ha chiamato a ricoprire l’incarico di ministro dell’energia? Trattandosi di un premio Nobel, molte cose di lui già si sanno. Il New Yorker segnala un recente dibattito sui cambiamenti climatici, nel quale Chu ha esposto le sue idee ricorrendo a un’immagine facile da comprendere: “l’esempio del frigorifero”.
Raffreddare un frigorifero richiede energia. Il frigorifero assorbe il 15 per cento dell’energia impiegata in casa. Negli anni Settanta la California decise di fissare gli standard di efficienza dei frigoriferi e naturalmente i produttori di frigoriferi si opposero. La California impose comunque gli standard e improvvisamente le industrie si trovarono a dover pagare stipendi agli ingegneri, invece che ai lobbisti.
Sull’esempio della California, tutta l’America ha poi imposto quei limiti. Risultato: il costo in bolletta dei frigoriferi (tenuto conto anche dell’inflazione) si è dimezzato. I consumi si sono ridotti di due terzi. Oggi, mentre si discute di sussidi all’industria dell’auto, la California è divisa sulle regole che riguardano l’efficienza energetica delle auto. Se ne dovrà occupare anche Chu. Ancora una volta si pone il dilemma per l’industria americana: è meglio pagare i lobbisti o gli ingegneri per produrre auto più moderne?
(tf)