Specie aliene, un danno per l’Europa

Scritto il 17-01-09 nella categoria Biodiversità

I danni causati in Europa da una manciata di specie aliene invasive e dalle necessarie misure di controllo ammontano ad almeno 12.000 milioni di euro l’anno. A ogni modo quasi la metà di questi costi sono relativi al settore agricolo, mentre il resto sono suddivisi in parti più o meno uguali tra i settori della pesca e acquacoltura, delle attività forestali e della salute dell’uomo.

Si tratta chiaramente di dati sottostimati, dal momento che l’analisi riguarda appena 25 specie su un sottocampione di 125. Infatti, secondo un recente inventario condotto dal consorzio DAISIE nell’ambito di un progetto finanziato dalla CE (liberamente accessibile sul sito www.europe-aliens.org) le specie aliene censite nel vecchio continente sono circa 11.000! Ed è noto che almeno il 15 per cento di loro ha un impatto ecologico o economico. Peraltro la assoluta mancanza di informazioni per gran parte delle specie fa si che tali cifre siano assolutamente conservative.

Questi e altri dettagli sull’entità del fenomeno in tutti i gruppi di specie (animali, piante, funghi, ecc.) e in tutti gli ambienti (terrestri, marini e d’acqua dolce) sono oggi disponibili in un volume realizzato dai partner del progetto DAISIE, dal titolo Handbook on alien species in Europe, edito dalla Springer. Ma l’impegno dell’Unione europa nel difendere il proprio patrimonio naturale e il benessere di tutti i cittadini dalla minaccia delle invasioni biologiche di specie aliene è andato anche oltre.

Secondo un rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) di Copenaghen, l’Unione europea ha investito negli ultimi 15 anni oltre 130 milioni di euro in almeno 300 progetti incentrati sulla gestione e la ricerca di specie aliene. Pur con un trend in crescita negli anni, sia quanto a numero di progetti che di finanziamenti erogati, la mancanza di una strategia però ha finora limitato la capacità dell’Europa di rispondere in maniera efficace a questa grave minaccia.

Per far fronte a questa esigenza – sulla spinta dei risultati prodotti nell’ambito del progetto DAISIE e in funzione dell’impegno ad arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 – la CE ha recentemente approvato una comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo dal titolo Verso una strategia comunitaria per le specie invasive COM(2008)789. A questo scopo la CE ha anche finanziato degli studi finalizzati a identificare le opzioni possibili per pervenire a una strategia che tenga conto dell’aspetto trasversale e multidisciplinare di questo problema che di fatto coinvolge, oltre al settore ambientale, anche quello del commercio e dei trasporti, nonché della pesca e dell’agricoltura.

Inoltre, per supportare la realizzazione di un network efficiente in grado di garantire un funzionale coordinamento delle attività su scala europea, l’AEA ha promosso un progetto mirato alla definizione di un sistema europeo di rapida allerta per facilitare il flusso di informazioni sulla diffusione delle specie aliene e sull’identificazione delle misure di gestione attuabili caso per caso.

Di Riccardo Scalera. Tratto da Modus vivendi, gennaio 2009 

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