Il 31 gennaio al teatro comunale di Bagnone (Massa Carrara) si terrà un incontro sul tema “Cicloturismo; le grandi potenzialità della Lunigiana”.
“Il cicloturismo, nonostante le sue enormi potenzialità, in Italia non è valorizzato, eppure non è più una forma di turismo di nicchia. In molti Paesi europei è diventato un fenomeno di massa, basti pensare che in Germania, in un anno, 2 milioni di persone trascorrono in bici almeno una settimana delle loro vacanze”, ci spiega Riccardo Canesi, responsabile dei rapporti istituzionali di Euromobility e moderatore dell’iniziativa.
Cosa manca al nostro Paese per farlo decollare?
“Quello che manca è una rete nazionale di percorsi ciclabili, contrariamente a molti altri Paesi europei, che compare solo sulla carta (Bicitalia) grazie all’impegno e alle competenze della Fiab. Nessun Governo finora ha cercato di adottare significativi e concreti strumenti per la promozione della bici, né per uso urbano né per uso ricreativo. Gli inglesi, invece, che usano meno di noi la bici, intelligentemente, in poco più di 10 anni hanno realizzato qualcosa come 15.000 km di rete nazionale ciclabile”.
Perché si è scelto di partire dalle terre della Lunigiana?
“Abbiamo scelto di organizzare questo evento in Lunigiana perchè questa terra da sempre è il collegamento naturale tra la regione tirrenica, il nord Italia e quindi il nord Europa. Non dimentichiamo che da qui passava la via Francigena e tuttora vi transitano cicloturisti sempre più numerosi”.
Di che cosa si discuterà durante l’incontro?
“Nell’incontro, partendo dalle più significative esperienze nazionali e internazionali, si fisseranno obiettivi, tempi e metodi per definire al più presto una carta degli itinerari cicloturistici del nord della Toscana e della Lunigiana storica, in collegamento anche con la provincia di Parma. Nel contempo si dovranno studiare strategie per ampliare l’offerta cicloturistica locale a cominciare dalla segnaletica uniforme, dall’intermodalità (bici-treno-auto), da una maggiore sensibilizzazione delle Istituzioni e delle strutture ricettive locali. Per rilanciare, poi, il tracciato della Cisa, ci piacerebbe organizzare ogni anno un Cisaday; un grande appuntamento a livello nazionale in cui migliaia di ciclisti affrontino con la dovuta calma (ed anche un minimo di preparazione) questo importante passo appenninico tra Parma e la valle del Magra”.
Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?
“Il miraggio è la Svizzera. Ci basterebbe arrivare alla metà delle realizzazioni svizzere. L’obiettivo è quello di fare della Lunigiana storica una regione appenninica ciclabile, grazie alla sua posizione strategica. Per farlo naturalmente occorre il concorso di tutti. La Lunigiana, e questo vale per tutte le vallate interne italiane che non hanno grandi centri di attrazione turistica, offre forme di turismo sostenibile, come quello ciclistico, che tendono a valorizzare le risorse turistiche, a non danneggiare un territorio molto vulnerabile e a promuovere un’economia complementare, se non alternativa, basata sulle tipicità locali. Cicloturismo, dunque, significa turismo diffuso a basso impatto ambientale”.
AG