La distanza genetica tra gli uomini e le scimmie è più ampia di quanto avessero dimostrato studi precedenti. Secondo una ricerca, pubblicato sull’ultimo numero di Nature dedicato al bicentenario della nascita di Charles Darwin, il Dna di questi primati è compatibile all’89 per cento con quello degli uomini e non al 99 per cento.
La ricerca è stata coordinata da Evan E. Eichler dell’università di Washington in collaborazione con il Csic spagnolo. Gli autori hanno condotto un’analisi dell’evoluzione genetica degli ominidi per quattro specie di primati: macaco, orango, scimpanzè e infine gli esseri umani. In questo modo hanno capito che alcuni geni comuni alle scimmie antropomorfe contengono delle duplicazioni che sono assenti in quelli degli esseri umani.
AG