Già dai primi anni Novanta gli astronomi avevano scoperto oltre 300 pianeti in orbita intorno a stelle che non fossero il Sole, quasi tutte giganti gassosi come Giove; ora i potenti telescopi spaziali renderanno più semplice individuare pianeti rocciosi più piccoli esterni alla nostra galassia, simili al nostro pianeta.
Adesso un gruppo di astronomi e di astrobiologi, utilizzando gli strumenti a bordo della navetta spaziale Deep Impact, hanno escogitato una tecnica per capire se questi pianeti possono ospitare acqua e, quindi, forme di vita come noi la intendiamo. Gli scienziati hanno raccolto due diverse registrazioni sulle 24 ore dell’intensità della luce dalla Terra, utilizzando sette diverse bande di luce visibile, comprese tra l’ultravioletto e l’infrarosso.
Per la maggior parte del tempo il nostro pianeta grigio a causa delle coperture nuvolosa ma, studiando piccole variazioni nelle registrazioni, gli studiosi sono riusciti a individuare altri due colori predominanti, il rosso e il blu, associandoli rispettivamente alle terre emerse e alle masse d’acqua. Migliorando ulteriormente questa tecnica si potrebbero eseguire analisi simili sugli altri pianeti, ottenendo quindi dati approssimativi sulle condizioni al suolo.
FZ