Matematica, una scienza in cerca di “quote rosa”

Scritto il 10-06-09 nella categoria Scienza

Alla fine del XIX secolo gli scienziati iniziarono a interessarsi, in maniera “ragionata”, alle differenze di capacità intellettuali esistenti tra uomo e donna. Le conclusioni di allora furono categoriche: le dimensioni più ridotte del cervello femminile avrebbero reso le loro capacità mentali inferiori. Fortunatamente oggi questi giudizi sono superati.

Tuttavia nel campo delle scienze esiste ancora qualche roccaforte dove le differenze tra uomo e donna sembrano continuare a pesare in maniera rilevante. E questo è il caso della matematica.

Per fare un esempio, la Fondazione di scienze matematiche di Parigi, un importante polo di ricerca che riunisce numerosi laboratori e circa mille ricercatori del campo, annovera tra i suoi membri solo il 20 per cento di donne. E un recente studio dell’Università della California, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Science, ha provato a dare una spiegazione a questo tipo di tendenza.

Analizzando i dati raccolti nelle scuole primarie e secondarie si è visto come non esistano sostanziali differenze di rendimento nelle materie scientifiche. Anzi, nel dettaglio, è stato notato come le ragazze sviluppino una maggiore propensione al calcolo nel corso dei primi anni di studio. Neanche sul fronte della comprensione di concetti astratti o nella risoluzione di problemi complessi si denotano particolari disuguaglianze.

Tuttavia un primo discrimine compare al termine del corso di studi: qui, infatti, le donne sembrano mostrate una minore inclinazione nella scelta degli studi ritenuti “duri”. E, sebbene alcune mostrino particolare abilità nelle discipline matematiche, spesso rinunciano a intraprendere questo tipo di “carriera”.

Dunque, secondo la ricerca condotta, se non sono le capacità a determinare questo tipo di scelta è probabile che molto dipenda da fattori socio-culturali: paese di provenienza, stato sociale, momento storico, etc. E un ambiente di lavoro ancora tutto al maschile capace di fare avvertire come “estraneità” la presenza del “gentil sesso”.

Unico dato certo è che le quote rosa all’interno dell’elite dei matematici sono in aumento: per le matematiche di domani la sfida è aperta.

ME

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