Cinque soluzioni per biocombustibili più sostenibili

Scritto il 22-07-09 nella categoria Combustibili, Polo_EA

I biocombustibili possono essere prodotti in grandi quantità e avere enormi benefici ambientali rispetto ai combustibili fossili. A patto che la loro produzione comporti un’emissione minima di gas serra e non competa con quella delle risorse alimentari.

E’ quanto emerge in un nuovo articolo pubblicato sul numero di luglio di Science e firmato da ricercatori provenienti dall’università del Minnesota, da quella della California e dal Mit di Boston. Gli autori dello studio, intitolato Beneficial Biofuels—The Food, Energy and Environment Trilemma hanno delineato cinque fonti principali di biomassa su cui si dovrebbe basare l’industria mondiale dei biocombustibili in modo che non danneggi la sicurezza alimentare e favorisca veramente la riduzione di emissioni.

Le prime sono le piante perenni che crescono sui terreni degradati  e abbandonati dopo un intenso sfruttamento agricolo; poi gli scarti dell’agricoltura e i residui provenienti dalle foreste e dal legname; infine gli scarti industriali e urbani.
Secondo i calcoli degli autori, queste fonti potrebbero produrre un’enorme quantità di biomassa: soltanto negli Stati Uniti fornirebberero 500 milioni di tonnellate l’anno senza rilasciare quantità significative di CO2.

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