La Svezia sarà forse il primo paese al mondo ad autorizzare le etichette “amiche del clima”. I prodotti alimentari saranno accompagnati da una indicazione di quanta anidride carbonica è stata impiegata per portarli fino allo scaffale.
Un’operazione che rappresenta diverse difficoltà: a che punto del processo produttivo inizia il conteggio delle emissioni causate? Esistono parametri per ciascuno dei processi (per esempio, la produzione delle sementi da cui si ottengono gli ingredienti, il trasporto, l’energia consumata dal supermercato)?
Insomma, secondo diversi esperti queste etichette rischiano di creare una babele di messaggi incrociati dalla quale si può uscire con la semplice (semplicissima) formula di Michael Pollan del New York Times:
Mangiare prodotti semplici. Non troppi. Soprattutto di origine vegetale.
TF