Le regioni della tundra artica si stanno riscaldando rapidamente, rilasciando più gas serra di quanto fosse previsto e favorendo così il riscaldamento globale. Lo denuncia un gruppo di esperti capitanato da Greg Henry, professore all’università della British Columbia, in Canada, uno stato che ospita il 30 per cento di tutta la tundra della Terra.
Lo scienziato ha evidenziato anche che l’innalzamento delle temperature porterà alla diffusione delle piante nella tundra la quale, solitamente, è caratterizzata da piccoli arbusti, erba e licheni. Si scatenerebbe così un “circolo vizioso”: una copertura vegetale più fitta renderebbe la regione più scura e quindi più propensa ad assorbire il calore del sole.
Henry studia il fenomeno dal 1980 e ha assistito in prima persona a un “cambiamento” radicale di questo bioma: “abbiamo scoperto che la tundra sta veramente rilasciando più ossodo di azoto e metano di quanto si potesse pensare” ha dischiarato durante una conferenza a Resolute, in Canada. “Stiamo cambiando il colore della superficie terrestre, rendendola più scura: la conseguenza è che la Terra si scalderà ancora di più”.
Molti scienziati temono inoltre che lo scioglimento del permafrost nell’Artico peggiori ulteriormente il fenomeno rilasciando enormi quantità di carbonio e metano nell’atmosfera.