I governi dovrebbero investire molto di più nelle risorse naturali, come le barriere coralline, le aree protette e le foreste di mangrovie, per combattere i cambiamenti climatici. Perchè la biodiversità ha un valore ben preciso e molto elevato: fornisce servizi fondamentali all’uomo e la sua perdita influisce sull’economia mondiale.
Lo dimostra un nuovo studio europeo intitolato “The Economics of Ecosystems and Biodiversity (TEEB)“, presentato dalla Germania e dalla Commissione europea e parte di un progetto globale che verrà pubblicato l’anno prossimo. Secondo Sigmar Gabriel, ministro dell’Ambiente tedesco, un investimento pari a 45 miliardi di dollari nelle aree protette potrebbe tutelare i servizi che esse forniscono all’uomo per un valore compreso tra i 4.500 e i 5.200 miliardi di dollari all’anno, molto più del valore del settore delle automobili o delle tecnologie di informazione.
E, ancora, le barriere coralline, che proteggono le coste dagli effetti del riscaldamento globale, sono essenziali per molte specie di pesci e da esse dipende la sussistenza di mezzo miliardo di persone: il loro valore si aggira attorno ai 170 miliardi di dollari l’anno.
Il rapporto evidenzia che le nazioni possiedono un patrimonio naturale del valore di trilioni di dollari: proteggerlo e investire in esso aiuterebbe la lotta contro i cambiamenti climatici e si tradurrebbe in un grosso contributo all’economia globale.