La tempesta di sabbia che due settimane fa ha riversato sulle coste dell’Australia orientale migliaia di tonnellate di materiale ha causato una vera e propria esplosione del fitoplancton nelle acque del porto di Sidney e fino a 10 chilometri dalla costa.
L’insolito fenomeno atmosferico è stata in grado di spostare 140.000 tonnellate di polvere all’ora, i ricercatori hanno stimato che almeno tre milioni di tonnellate di sabbia ricca di azoto e fosfati siano state sparse sul mare della Tasmania, tra Australia e Nuova Zelanda. Gli effetti, secondo i ricercatori, sono paragonabili a quelli che si ottengono normalmente con l’aggiunta di fertilizzanti.
Secondo Ian Jones, direttore dell’Ocean Technology Group dell’Università di Sydney, l’aggiunta di nutrienti a base di azoto alle acque oceaniche sarebbe utile al raggiungimento di due obbiettivi, in primo luogo si otterrebbe un aumento delle provviste ittiche ma per di più si contribuirebbe a limitare i cambiamenti climatici garantendo l’assorbimento di circa 10 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.
FZ