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Libri. Questo ponte s’ha da fare
Pubblicato Mar 10 Nov 2009 | Categorie: Media | Nessun Commento
«S’ha da fare per cancellare definitivamente l’ambientalismo retrogrado, diventato religione o solo strumento di lotta politica. (…) S’ha da fare perché sarebbe come battere un colpo. Una frustata a quell’Italia del “non fare”, quella che negli ultimi tre decenni non ha creato più nulla di grande. (…) S’ha da fare perché il Meridione d’Italia, e in particolare la Sicilia, se ne gioverebbe. (…) S’ha da fare perché a un Paese dinamico è sempre legato un monumento, un simbolo. (…) Infine s’ha da fare contro la maledizione della mafia».
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Giuseppe Cruciani è uno che sa parlare. In altri secoli avrebbe fatto il retore. Persino il grossolano errore, l’incauta battuta, la posizione incontrovertibilmente sbagliata si possono perdonare a questo intrattenitore della sera, tutti giorni, su Radio 24, dove conduce la Zanzara, uno spazio che, con altro titolo, in passato fu inventato e condotto da Giancarlo Santalmassi – occorre dirlo – con ben altra classe.
Cruciani è quello che alla Zanzara, in un dibattito per niente bi-partisan sul nucleare, affermò che i francesi avevano risolto da tempo il problema delle scorie e, quindi, perché tanta opposizione?
Insomma, quanto a scienza potrebbe ben fare compagnia ai Gaspari e Cascioli, ai Battaglia e ai negazionisti vari che pure di celebrare il progresso a tutti i costi passerebbero sul cadavere di Galileo. Così questo libro, dal titolo che non consente fraintendimenti: Questo ponte s’ha da fare.
Il pregio vero di questo saggio è quello di ricostruire decenni di dibattito politico e di evoluzione delle posizioni tanto della destra quanto della sinistra italiane sul Ponte di Messina, fra grandi promesse, slanci e ripensamenti. Senza sconti per nessuno. In questo Cruciani è onesto quanto bravo.
Meno bravo quando diventa tifoso, quando ignora (per scelta o per sciatteria?) gli aspetti tecnici che riguardano quest’opera e che l’hanno resa così controversa. Rimanendo sulla superficie politica ne coglie solo gli aspetti simbolici, al massimo quelli più intuibili di praticità, da senso comune, quelli insomma che anche la mitica casalinga di Voghera potrebbe condividere.
Il libro è onestamente progressista, ma di quel progressismo paludato, da salotto buono che ascolta la piccola orchestra mentre il Titanic affonda.
I nostri lettori si chiederanno perché recensire questo libro. Perché è un esempio di cattiva informazione, di pressapochismo giornalistico più attratto dalla politica politicante che dalle accademie dove si studia, si ricerca e si spacca l’atomo in quattro per carpire anche un briciolo di verità scientifica.
Persino i rischi da terremoto sono liquidati in 24 righe. Gli argomenti ambientali massacrati dall’estrapolazioni di dichiarazioni monche e senza riportare dati, cifre, analisi. Le cosiddette “citazioni selettive” contro le quali sia un grande divulgatore come Carl Segan che Edward Wilson hanno sempre messo in guardia perché, invece di raccontare un fatto, costruiscono una menzogna.
Dispiace che questo polemista si butti via così.
MG
Giuseppe Cruciani, Questo ponte s’ha da fare, Rizzoli, pp. 180, 16 euro
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