Nuove speranze contro l’osteoporosi

Scritto il 17-11-09 nella categoria Salute

Un recente studio internazionale ha dimostrato che la fragilità delle ossa può dipendere anche da una scarsa acidità di stomaco. Autore della scoperta che apre le porte a nuove terapie contro l’osteoporosi, conosciuta anche come la “malattia delle ossa fragili”, un’equipe internazionale composta da ricercatori italiani dell’ITB-CNR.

Sarebbe stato individuato, infatti, un nuovo meccanismo alla base di questa grave patologia dello scheletro di cui soffrono nel mondo circa 200 milioni di persone, delle quali 75 milioni in Europa, Stati Uniti d’America e Giappone; soprattutto donne e anziani. Solo in Italia interessa almeno il 15 percento della popolazione over 65.

I ricercatori dell’ITB-CNR, all’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Mi), dopo tre anni di studio sono riusciti ad appurare per la prima volta al mondo che se il PH dello stomaco non è abbastanza acido le cure contro l’osteoporosi risultano vane. E per dimostrarlo sono partiti da uno studio sull’osteopetrosi, una grave patologia genica che, al contrario dell’osteoporosi, determina sia la deformazione sia l’ispessimento delle ossa. «Studiando questi pazienti – spiega la dottoressa Anna Villa, coordinatrice italiana dello studio, nonché dirigente di ricerca dell’ITB-CNR – abbiamo capito che il difetto della pompa protonica, un complesso enzimatico preposto all’acidificazione dell’ambiente esterno alla cellula ossea, svolge un ruolo anche nelle cellule dello stomaco, che acidificano l’ambiente consentendo la digestione del cibo». Ed è stata proprio questa novità la chiave di volta per svelare il nuovo meccanismo patologico che causa il “tarlo” delle ossa. «Abbiamo scoperto – aggiunge la ricercatrice – che il difetto di acidificazione da parte delle cellule dello stomaco determina una diminuzione nel riassorbimento del calcio, responsabile del rachitismo nel bambino, e possibile concausa dell’osteoporosi nell’adulto».

Lo studio ha quindi consentito di fare un passo avanti verso un futuro trattamento della patologia. I ricercatori, infatti, hanno avuto modo di capire che il calcio carbonato, che di solito viene somministrato insieme alla vitamina D3 per prevenire e contrastare l’osteoporosi, non viene assorbito se l’ambiente dello stomaco non raggiunge livelli elevati di acidità; e hanno inoltre dimostrato che il calcio gluconato può essere un suo valido sostituto, in quanto assorbito dall’organismo anche in presenza di un difetto di acidificazione. La ricerca, finanziata dalla Fondazione Cariplo e da Telethon, per la sua rilevanza e le prospettive terapeutiche che apre, ha ottenuto la copertina della rivista medico-scientifica Nature Medicine, e le è stato dedicato anche un editoriale su Cell Metabolism, altra rivista specializzata.

Di Enrico Artesi D’Amore. tratto da Modus vivendi, ottobre 2009.

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