Clima, “non far cadere la Terra dalla padella alla brace”

Scritto il 11-12-09 nella categoria Clima, Energia

“Alla conferenza di Copenaghen i grandi della Terra devono fare attenzione a non far cadere l’umanità dalla padella nella brace del riscaldamento globale, anche allungando i tempi delle decisioni”. Lo ha detto Vincenzo Balzani, chimico di fama mondiale, in occasione della conferenza “Energia: il problema dei problemi” che si è tenuta oggi a Roma, all’Accademia dei Lincei.

La Terra, secondo l’accademico linceo, è come “una gigantesca astronave che viaggia nell’immensità dell’universo, che ha bisogno di tanta energia per il suo numeroso equipaggio: 6,7 miliardi di persone, che presumibilmente diventeranno 8 miliardi fra 20 anni”. Ma molti abitanti della Terra continuano a sprecarla. Negli Stati Uniti il 50 per cento viene sciupata, mentre molti Paesi in via di sviluppo hanno bisogno dell’energia per cercare di accrescere il loro livello di vita.

Tra le molte soluzioni proposte, che sono sul tavolo della conferenza di Copenaghen, Balzani predilige quelle che offrono un’alternativa a lungo termine: ridurre l’impiego dei combustibili fossili che sono destinati a esaurirsi e attuare politiche di risparmio anche nelle abitudini nella vita di tutti i giorni. Attuando l’efficienza si possono ridurre significativamente le emissioni nocive e si può risparmiare circa il 30 per cento del costo dell’energia.

E il nucleare? Secondo Balzani, se questo tipo di energia non fosse pericolosa e potesse essere usata con equità da tutte le nazioni della Terra, sarebbe certamente una soluzione interessante. “Ma così non è - chiarisce l’esperto -. Cercare una soluzione alla crisi energetica nelle rinnovabili non è quindi un capriccio di uno sparuto gruppo di intellettuali, ma una necessità oggettiva. Quindi, dobbiamo fare di questa necessità virtù. Dopo tutto, il Sole è capace di fornirci in un’ora la quantità di energia che l’umanità consuma in un intero anno; è una stazione di servizio che starà aperta per miliardi di anni, alla quale tutti possono attingere. Sta a noi ora trovare i modi giusti per utilizzare questa risorsa abbondante rinnovabile e democraticamente distribuita su tutta la Terra”.

È stato scritto un commento

    Il 14-12-09 alle 4:36 pm
    1. Raoul ha scritto:

    L’energia, in generale, non basta mai.
    Possiamo utilizzare i tetti per il Fotovoltaico, impiegare le zone più ventose per l’Eolico, tutte le altre tecnologie presenti alle varie Fiere sulle Green Energy a seconda delle necessità, Geotermia, Osmosi, Biogas, ecc., ma tutte interpretate come aggiunta positiva ad una situazione esistente, (i tetti ad esempio per produrre acqua calda o energia), e che va quindi sfruttata.
    Meno convincente è l’idea di coprire superficie per aumentare la produzione d’energia, specie in previsione di un incremento della popolazione Mondiale, dove forse su tale superficie di terreno è meglio piantare patate.
    La ricerca e la valutazione di sistemi per la produzione d’energia, è diventata parte attiva anche di enti, gruppi di ricerca, Università, per trovare ed identificare i sistemi più efficienti in relazione ai futuri impieghi, sia in relazione alle tecnologie prima identificate, oltre a nuovi sistemi nucleari con ricerche a lungo termine, come il confinamento magnetico delle energie, ecc.
    Io però mi chiedo, “ma dove sono finite le fasi di proposizione tecnica”, è come vedere ottimi studenti promuovere ottime ricerche e relative relazioni, che poi vengono sfruttate dai Docenti di turno senza neppure menzionare il nome degli “ALLIEVI”, forse perché capita che certe ricerche vengano anche pagate, quindi è meglio che la farina sia di un solo sacco. Anche contattare i vari Enti Governativi, oggi, ha un sapore d’inutilità assoluta, si parla per telefono o per E-MAIL con direttori, responsabili, dirigenti, poi alla fine a distanza di anni pur cercando di tenere vivo l’interesse, (nel limite della “buona creanza”), non si ottiene alcuna risposta.
    Il primo dubbio, legittimo, è sempre il solito, “Forse il progetto non è così interessante”, oppure “Sì ma loro sono al passo con le tecnologie più di me”, bene io vi dico proseguite per la vostra strada con la convinzione che spesso le idee non appartengono solo al singolo, ma sono di tutti. Se allargate lo sguardo, potete osservare che sono le idee degli altri che s’impoveriscono, quasi tutti continuano a promuovere il nucleare; senza essere antinuclearisti, bisogna prendere coscienza che certe tecnologie vanno abbandonate senza cercare di motivarne un impiego futuro, poiché tutti possiamo leggere i “problemi del nucleare”, e darne una giustificazione tecnica di non impiego.
    Tutte le altre valutazioni tecnologiche, che hanno in previsione decenni di studi o mancanza di un’adeguata tecnologia per un rapido impiego, senza parlare delle inutili tecnologie che assorbono annualmente risorse economiche immense, vanno ridimensionate a favore delle tecnologie di immediato uso e che possono determinare una reale svolta.
    La gente quando accende un condizionatore, non pensa se l’energia provenga dal sole, o dalle centrali atomiche, vuole solo che “la corrente non salti” e che il condizionatore continui a funzionare; non bisogna però approfittare “dell’ignoranza tecnologica” per continuare a proporre sistemi che non hanno più ragione d’esistere.
    Purtroppo è verificato che le aziende Italiane, alcuni Docenti Universitari, progettisti, vorrebbero proporre e sviluppare nuove tecnologie, ma i consulenti delle parti che governano o le aziende senza idee ma col potere economico, vogliono solo lo sviluppo di determinate tecnologie o sistemi, vuoi perché producono particolari utilizzati per altre tecnologie, vuoi per povertà d’idee, vuoi per disinteresse nell’innovazione che per loro è una parola vuota, da utilizzare solo in momenti tecnologici-politici di circostanza.
    Già su questo blog ho indicato una delle tecnologie più performanti mai ideate, di un’Azienda che ripeto produce energia e non vende prodotti data la serietà del sistema - “TRITON” della K.I. Energy, info@kienergy.co.kr -, quando io ho visto questa tecnologia di persona non ho però visto, tranne lo scrivente ed un suo amico, alcun Italiano, o la presenza di ditte/aziende Italiane, ricercatori Italiani, erano presenti aziende della Germania, Inghilterra, Svezia, Finlandia.
    Ritengo inaccettabile la mancanza di conoscenza poiché la conoscenza è “POTERE”, e ove non vi sia disponibilità da parte di docenti o Università, d’aziende, enti, questo significa che è forse il momento di valutare con serenità cosa sia meglio per noi, e tutte le informazioni, da qualsiasi parte esse provengano, oltre che di realtà tecnologica futura, siano valutate per il loro reale peso, (anche economico), e il loro positivo immediato utilizzo.
    Cordiali saluti, Piccinini G. Raoul.

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