L’immagine della Danimarca come “paese verde” è smentita da un rapporto del Wwf. Dai risultati è emerso che è il quarto consumatore al mondo di risorse naturali, al di sotto degli Stati Uniti, del Kuwait e degli Emirati Arabi Uniti.
E se facessimo tutti come i danesi, come suggerivano Obama e Clinton, per soddisfare tutte le nostre esigenze sarebbero necessari tre pianeti. Secondo l’Eurostat, nessuno nell’Unione Europea genera tanta spazzatura come i danesi: 801 chili annuali a persona, più degli Stati Uniti.
La loro capacità di aver ridotto le emissioni di CO2 dell’8 per cento rispetto al 1990, mentre il Pil aumentava del 40 per cento, si riferisce solo agli accordi presi per il Protocollo di Kyoto, che esclude altri settori responsabili del 46 per cento delle loro emissioni totali, come il commercio marittimo internazionale.
Secondo il Danmarks Statistik, l’istituto nazionale di statistica, le emissioni totali delle attività economiche in Danimarca sono aumentate del 62 per cento tra il 1990 e il 2007. E sull’eolico tanto invidiato, c’è da dire che il mercato è fermo dal 2001. Insomma cade il mito del Paese di cui si aveva più stima in termini di sostenibilità.
AG