I giornali italiani oggi hanno scoperto che Obama è favorevole al nucleare. Il Sole 24 Ore addirittura parla in prima pagina di “nucleare verde”, un ovvio ossimoro che non ha nulla di ironico ma che sottintende una campagna per convincerci che l’ambientalismo può sostenere l’energia atomica.
In realtà la notizia è vecchia, già nel giugno dell’anno scorso Steven Chu, segretario per l’energia Usa, aveva dichiarato che il nucleare doveva essere parte integrante del nuovo mix energetico: «E’ un’energia pulita». Solo che molti avevano preferito ignorarla o far finta di niente pur di non mettere in discussione la figura del neo presidente americano.
D’altronde anche James Lovelock, padre della teoria di Gaia, negli ultimi anni si è espresso a favore del nucleare pur di sconfiggere la minaccia climatica. Sulle pagine di Modus ci chiedevano, infatti, mesi fa se non si trattasse di una forma di “neo-ecologismo”, iper-pragmatico e pronto al compromesso. Corrente alla quale ascrivere, fra i vari (non numerosi però), anche il nostro Chicco Testa, che solo la settimana scorsa, sulle pagine de Il Riformista, arrivava a dire che il nucleare è di sinistra perché è sostenuto da Obama.
E’ ovvio che questa apertura di Obama al nucleare finirà con l’irrompere (se non l’ha già fatto) nel dibattito politico italiano, dove il nostro governo si è lanciato in un piano nucleare che però nemmeno i governatori regionali della sua stessa parte politica condividono.
Persino Obama stenta ad ammettere che i problemi del nucleare siano tutti risolti, tant’è che si appella ad esso come qualcosa di necessario, ineluttabile quasi e non come alla panacea di tutti i mali.
E in Italia, ammesso che si vogliano ignorare tutti i rischi e il problema delle scorie, serve?
Secondo lo stesso Lovelock no: «nel vostro Sud il solare sarebbe la scelta migliore. E siete ancora più fortunati perché avete un ottimo potenziale per l’energia geotermica. In Italia c’è meno bisogno di nucleare che in altri Paesi, come la Gran Bretagna e la Germania».
Ma non è l’unico. Lo stesso giorno in cui Testa inneggiava al nucleare marxista, Antony Giddens, importante economista che di solita ha per hobby quello di avversare gli ambientalisti, intervenendo ad un convegno organizzato dall’Enel, sconsigliava l’Italia dal seguire la strada del nucleare, parlando di rischi legati al terrorismo e alla proliferazione atomica.
E, poi, ve la immaginate in Italia la gestione degli appalti per il cemento delle centrali nucleari? La sicurezza, insegna la cronaca di questi giorni, diventerebbe un optional.
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1. Lodger ha scritto:
Ai media italiani è sfuggita la vera notizia, ovvero che l’America si è divisa sull’opportunità di destinare denaro pubblico all’industria dell’atomo (che persino in America vive solo grazie al denaro pubblico).