Braciola di elefante o spiedino di orango? Per quanto possa sembrare fuori dal comune, questo menù potrebbe essere servito sulle tavole di qualche città europea. Un’indagine condotta da scienziati provenieneti da Cambogia, Francia e Gran Bretagna ha infatti rivelato che ogni anno, nell’aeroporto parigino Charles de Gaulle, transitano illegalmente 270 tonnellate di “bushmeat”, la carne della foresta.
In 17 giorni sono stati controllati 29 voli provenienti da 14 nazioni africane e ispezionati i bagagli di 129 passeggeri, nove dei quali contenevano carne di animali selvatici. In tutto sono stati sequestrati 188 chili di carne di 11 diverse specie di animali, tra cui due di primate, due di coccodrillo e tre di roditori, quattro delle quali sono classificate dall’Unione internazionale per la conservazione della natura come specie a rischio. Si tratta della prima ricerca sistematica che documenta questo tipo di commercio in Europa.
Questi prodotti non vengono importati solo per un consumo personale, ma come parte di un commercio organizzato molto redditizio: “Ogni settimana - racconta Marcus Rowcliffe della Zoological Society di Londra - vengono importate illegalmente cinque tonnellate di bushmeat in bagagli personali. Una scimmia di quattro chili in Europa costa circa 100 euro, contro i 5 euro che si spendono in Camerun”. Per fermare il fenomeno gli scienziati suggeriscono controlli più severi, con multe più salate per i passeggeri che, contenti di gustare una cena “etnica” a casa, nutrono un mercato illegale e danneggiano un ecosistema già in difficoltà.
Lo studio è pubblicato su Conservation Letters.
AS