
A dicembre, con la Conferenza di Poznan in Polonia, si è aperta ufficialmente la stagione delle trattative per il dopo-Kyoto, quando nel 2012 occorrerà varare il nuovo Trattato sulle emissioni.
Nel corso dei prossimi mesi, infatti, oltre alle sessioni dei negoziati per giungere al nuovo trattato, si potrà contare su diversi appuntamenti di estrema importanza: l’International Scientific Congress on Climate Change (Copenhagen, dal 10 al 12 marzo), il G8 dedicato all’ambiente (Siracusa, 18 e 19 aprile), il World Business Summit dedicato ai cambiamenti climatici (Copenhagen, dal 24 al 26 maggio) e l’Assemblea Generale dell’ONU sul Clima (New York, settembre).
Dal 30 novembre all’11 dicembre 2009 si terrà poi a Copenhagen la Conferenza internazionale sui Cambiamenti Climatici (detta COP15) che dovrebbe dare alla luce il nuovo Protocollo – o “Kyoto 2” – che tutti i paesi del mondo dovrebbero, questa volta, immediatamente firmare e ratificare, impegnandosi per i successivi otto anni, dal 2013 al 2020.
L’Europa guida i paesi virtuosi fra i quali non figura l’Italia. «Con l’attuale governo - spiega l’eurodeputata verde Monica Frassoni -,sembra difficile intravedere quel cambio di passo necessario per sperare di raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Significa che le nostre industrie, dovranno sostenere i costi relativi alla nostra inadempienza senza usufruire dei vantaggi derivanti da una gestione più attenta delle risorse energetiche e delle possibilità imprenditoriali e occupazionali legate a scelte economiche ecologicamente sostenibili».
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