Potete capire la frustrazione da entrambe le parti. Gli ambientalisti in tutto il mondo chiedono la fine dei combustibili fossili e di usare le energie rinnovabili. I politici si gettano a corpo morto in un progetto da 14 miliardi di dollari che vorrebbe rimpiazzare l’equivalente di otto centrali a carbone con l’energia delle maree. Cosa ottengono per il loro sforzo? Oltraggio!
«Questa proposta è gravemente dannosa e non può essere giustificata» ha detto Graham Wynne, capo della britannica Royal Society for the Protection of Birds. Gli Amici della Terra hanno dichiarato che «questa non è la risposta».
Cosa sta succedendo? Gli ambientalisti hanno perso il filo? L’ambientalismo è stato dirottato dalle grandi imprese di costruzione? O semplicemente devono imparare che anche l’energia verde ha un costo ambientale?
Il progetto che provoca tutte queste controversie è quello dello sbarramento sul Severn, sulla costa occidentale inglese, ma storie simili accadono in tutto il mondo. I verdi stanno gradualmente vincendo la battaglia per la conversione all’energia
rinnovabile ma stanno anche scoprendo che non sempre il nuovo mondo che stanno creando è di loro gradimento.
Il problema è di scala.
Fred Pearce, una delle firme di maggior prestigio del New Scientist, ci introduce nelle ragioni per cui verdi e ambientalisti non sempre sono d’accordo sulle strategie da seguire in fatto di produzione energetica.